Afra Kane: quando la classica incontra il soul In evidenza

Afra Kane: quando la classica incontra il soul
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Afra Kane: quando la classica incontra il soul

Pianista classica e cantante soul/R'n'B? Un connubio perfetto se ti chiami Nneka Okebugwu (in arte Afra Kane).

Nata a Vicenza da genitori nigeriani, Afra Kane ha iniziato i suoi studi musicali all'età di 10 anni e la sua passione per la musica l'ha portata a frequentare i Conservatori di diversi Paesi europei.

Attualmente vive in Svizzera, dove studia presso la Haute école de musique de Genève, ma siamo riusciti lo stesso ad incontrarla e a parlare un po' con lei della sua esperienza e, soprattutto, della sua musica.

Com'è nata la tua passione per la musica? Quali artisti ti hanno influenzata di più?

Penso di aver sempre avuto inconsciamente una passione per la musica: da piccola cantavo sempre e dai 3 anni in poi non stavo mai zitta! Non appartenendo ad una famiglia di musicisti però non ho mai avuto un incoraggiamento a seguire questa passione. Ho iniziato a suonare il pianoforte per caso, perché la mia famiglia è molto cristiana e mia madre voleva che suonassi in chiesa: probabilmente il suo obiettivo era potersi vantare con gli amici! (ride, nda)

Più tardi ho deciso di iscrivermi all'indirizzo musicale della scuola media Maffei. Ho iniziato con la musica classica e da allora ho sempre continuato col pianoforte, ma dai 12 anni ho iniziato ad appassionarmi anche al soul.

Mi sono interessata a questo genere perché la mia migliore amica cantava e mi sono unita a lei: ho scoperto un po' quel mondo e i suoi artisti, come Marvin Gaye, Alicia Keys, Aretha Franklin, Otis Redding e altri. Più tardi, frequentando il conservatorio, ho conosciuto molti musicisti jazz e ho iniziato ad interessarmi anche a questo genere. Insomma, erano sempre le amicizie che mi circondavano a influenzare i miei gusti musicali.

Quando mi sono trasferita in Inghilterra con mia madre ho avuto modo di scoprire ancora di più questo universo. Ho vissuto un anno da sola con lei e poi ho iniziato il Music College: è organizzato in modo diverso rispetto al vecchio ordinamento del conservatorio, perché è come una laurea. Ho cominciato a Cardiff, poi ho fatto un Erasmus in Svizzera e ho deciso di rimanere lì perché musicalmente mi trovo meglio.

Hai avuto l'opportunità di studiare musica in diversi Paesi, quindi. Qual è il luogo che ti ha colpita di più? Quali differenze hai notato rispetto ai conservatori italiani?

E' difficile sceglierne uno, perché tutti hanno dei pro e dei contro.
Il vecchio ordinamento che era seguito in Italia era più dispersivo rispetto alle triennali, dove gli studi sono più concentrati e vanno nello specifico.
Il conservatorio in Inghilterra era più pratico e più "pianistico": eri sempre spronato a partecipare a tanti masterclass e a concorsi, ma dal punto di vista teorico l'ho trovato un po' carente.
In Svizzera invece hanno delle basi solide di insegnamento e il livello teorico è decisamente più alto: hanno adottato il sistema del conservatorio francese, che è uno dei migliori in Europa, e ciò mi ha permesso di studiare anche altre materie molto interessanti come il contrappunto. Nonostante fosse difficile, per me è stato bello mettermi in gioco.

La tua musica mescola vari generi e rappresenta l'incontro tra diverse culture, come dimostra la canzone "Fu*k*d up mind, beautiful soul" che hai pubblicato di recente. Com'è nata l'idea di unire la musica classica al soul, R'n'B e blues? Si tratta di una tua sperimentazione o ti sei ispirata a qualche artista in particolare?

Si è trattata più di una sperimentazione basata sulle critiche che ricevo. Ho sempre scritto canzoni blues e vocalmente seguo quella linea: la gente però spesso mi ha criticata perché non sapevo improvvisare col piano e commentava le mie canzoni dicendo che non erano molto dissonanti, ma più classiche. Io allora rispondevo: "Ma infatti io sono una pianista classica!"

Quindi ho deciso di suonare qualcosa che appartenesse davvero a me stessa e che abbracciasse tutti i miei interessi musicali. Il genere che faccio è frutto di una mia ricerca personale, il cui obiettivo è capire come poter usare e unire tutte le mie passioni.

La canzone "Fu*k*d up mind, beautiful soul" non è stata scritta per piacere agli altri, ma è pura sperimentazione artistica per essere onesta con me stessa.

Afra Kane pianista classica e cantante soul

Parlando invece della città in cui sei nata, quali sono le tue impressioni sulla scena musicale vicentina? Ti sembra che a Vicenza ci sia spazio e interesse per i generi a cui ti dedichi?

Da quando me ne sono andata nel 2012, Vicenza è cambiata molto: musicalmente si è aperta tantissimo, soprattutto verso l'universo del jazz.
Per quanto riguarda le mie sonorità e il mio stile credo che non sia ancora pronta, ma penso che questo genere troverà spazio in futuro. C'è ancora lavoro da fare, ma intanto la città sta iniziando ad apprezzare almeno la musica jazz anche grazie al "Vicenza Jazz", che è uno dei pochissimi festival del genere in Italia. Insomma, sono ottimista per il futuro!

Quali sono stati gli ostacoli più difficili che hai dovuto affrontare nel tuo percorso come musicista?

La difficoltà principale? Dire che voglio essere musicista a tempo pieno in una società che ti spinge a fare il contrario. Perfino i tuoi più cari affetti spesso ti dicono di non seguire quel richiamo.

Ho dovuto lottare parecchio con i miei per seguire questo percorso. All'inizio dovevo fare un Joint Degree in Inghilterra che comprendeva sia il conservatorio sia la laurea in lingue: dopo una settimana ho capito che non potevo fare entrambe le cose. E' stata una delle decisioni più importanti della mia vita, per la quale ho dovuto lottare molto, anche con i miei genitori: ora per fortuna hanno accettato la mia scelta e sono molto riconoscente per il loro costante supporto e aiuto.

Mi ritengo fortunata per questo, perché molti musicisti purtroppo non possono contare sull'appoggio della propria famiglia. Lo sbaglio dei genitori è quello di credere di sapere cos'è meglio per i propri figli solo perché loro hanno più esperienza: non è così, perché ognuno di noi è diverso e ha passioni diverse. Sicuramente è difficile vivere di musica, ma ci sono così tanti piccoli mestieri compresi in questo ambito per cui uno sicuramente trova quello più adatto a se. Ormai un musicista non fa più solo concerti, ma deve avere anche altre competenze: ecco perché sto seguendo un corso in gestione dei progetti culturali, che insegna tantissime cose utili come ad esempio la ricerca di fondi.

La cosa più difficile è essere onesti con se stessi e dire "voglio essere musicista e fare solo questo". Non è sicuramente una vita facile e ci sono molti pregiudizi: la gente pensa che i musicisti passino tutto il giorno solo a suonare, ma non è così! Ci sono talmente tante cose che le persone da fuori non vedono...non hanno idea di quello che fai veramente.

Anche negli altri Paesi ci sono questi pregiudizi o solo in Italia?

In Svizzera in realtà la musica è abbastanza amatoriale. I conservatori di alto livello sono pieni di francesi e di italiani, non di svizzeri. Gli svizzeri amano molto la musica e vanno a sentire tanti concerti, ma la vedono come una passione più che come una professione. Quando dico a uno svizzero che sono musicista, spesso mi sento rispondere "ok, ma di lavoro cosa fai?" E' veramente strano: hanno ottimi conservatori, ma ci vanno soprattutto gli stranieri!

In Inghilterra invece la cultura della musica classica non è molto vissuta o rispettata come in Italia, in Francia e negli altri Paesi europei dove la musica classica è nata. In Inghilterra è un po' difficile per i musicisti classici, perché lì seguono molto di più generi come il rock e l'indie.
Inoltre, il mercato musicale è molto più competitivo e a volte sembra quasi che per gli inglesi un musicista valga l'altro: se non vai tu a suonare, ci sarà qualcun altro a sostituirti. Anche questo è uno dei motivi per cui sono rimasta in Svizzera: almeno lì riconoscono di più il peso di quello che fai.

Al giorno d'oggi sono moltissimi i ragazzi che sperano di avere successo come cantanti e musicisti partecipando ai talent show. Cosa pensi di queste trasmissioni che ora vanno molto di moda? Quali sono secondo te i percorsi alternativi che potrebbe seguire chi desidera farsi conoscere nel mondo della musica?

Se scegli di partecipare a un talent, sicuramente prima devi passare un sacco di tempo a leggere attentamente le condizioni, per sapere esattamente quali diritti cedi, come viene usata la tua immagine, ecc.

Non so come posizionarmi rispetto ai talent show: da un lato artisticamente come cantautrice non ci andrei, ma dall'altro penso che sia possibile usarli per ampliare il proprio pubblico. In realtà non so quanto effettivamente tu riesca a trasmettere la tua arte tramite queste trasmissioni: alla fine si tratta di un gioco e vince chi riesce a recitare meglio e a conquistare il pubblico. Se decidi di andare devi sentirti a tuo agio sapendo che stai recitando un ruolo e che stai rinunciando ad essere te stesso. Tra l'altro, è un tipo di fama transitoria: all'inizio tutto il pubblico ti adora, ma, nella maggior parte dei casi, dopo un anno vieni già dimenticato.

Insomma, non sono una fan di queste trasmissioni, ma non posso dire che non ci andrò mai: chissà, magari un giorno mi stanco di fare tutto da sola e cerco di ottenere un boost partecipando a un talent! In qualsiasi caso, ripeto, leggerei benissimo le condizioni, perché i contratti ti impediscono di esibirti per un certo periodo di tempo da quando sei eliminato dal programma: non vogliono che sfrutti il loro nome per farti conoscere. Da un lato possono essere un'opportunità, ma dall'altro possono limitarti moltissimo.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? C'è qualche obiettivo particolare che desideri raggiungere (ad esempio, esibirti in una determinata location o collaborare con uno specifico artista)?

Intanto sto producendo il mio primo EP che uscirà a ottobre. E' un percorso che va avanti da molto tempo e sono contenta perché è una cosa che sento di dover fare.
Spero anche di costruire un team nel quale tutti abbiano le stesse priorità: attualmente non ho un manager e ho dei musicisti che suonano con me solo quando possono.
Guardando ad un futuro più lontano, mi piacerebbe molto riuscire a collaborare con artisti come Jacob Banks, un inglese che fa neo soul e che mi piace molto, o Benjamin Clementine.

Ci piace chiudere le nostre interviste con questa domanda: sulla base della tua esperienza personale, che consiglio daresti ai ragazzi che vogliono dedicarsi alla musica?

Il mio consiglio principale è: se sai di voler vivere di musica, devi trovare il coraggio di dire "ok, faccio solo questo".

Sento molta gente che impazzisce per ottenere due lauree, studiando sia al conservatorio sia all'università. La musica è un universo dove non si smette mai di imparare: se vuoi che sia il tuo futuro devi esserci dentro al 100%, e già così è difficile. Non riesco nemmeno ad immaginare di fare una doppia vita, giusto per far piacere ai propri genitori o per essere più accettato da una società piena di pregiudizi.

In definitiva il mio consiglio a tutti i musicisti è: essere onesti con se stessi, sapere quali sono i propri obiettivi e fregarsene di cosa pensano gli altri!

Guarda l'ultimo video di Afra Kane "Fu*k*d Up Mind, Beautiful Soul":

 

 

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Informazioni sull'autore
Cecilia Nardi

Redattrice del Blog di Vicenza Underground.


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