Dalla Nuova Zelanda a Vicenza: una serata con gli Ekko Park In evidenza

Dalla Nuova Zelanda a Vicenza: una serata con gli Ekko Park
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Dalla Nuova Zelanda a Vicenza: una serata con gli Ekko Park

Mercoledì 4 ottobre abbiamo potuto conoscere i neozelandesi Ekko Park in occasione della loro primissima data in Italia al Mamaloca di Costabissara. Ormai affermata nel panorama musicale della Nuova Zelanda, dove ha ottenuto una nomination agli New Zealand Music Awards e ha partecipato a festival di fama internazionale come l’Homegrown e il Rhythm & Vines, la band sta riscuotendo un crescente successo anche in Europa. Dopo un tour che li ha visti headliner nel Regno Unito e in Irlanda, gli Ekko Park con il loro rock ‘n’ roll energico hanno continuato ad essere trasmessi da più di 200 stazioni radio e i singoli estratti dal loro secondo album “Know Hope” hanno scalato le classifiche italiane.

La band ha attraversato l’Italia per la prima volta ad ottobre in compagnia dei Virtual Time (che ringraziamo per aver organizzato l’intervista!), scegliendo Vicenza come prima tappa del tour. Abbiamo approfittato del loro concerto nella nostra città per parlare un po’ con loro di musica, della scena rock neozelandese e delle loro esperienze. Ecco cosa ci hanno raccontato!

Benvenuti e grazie per essere qui con noi! Come ben sapete, i vostri singoli “Probable Cause” e “Validation” hanno scalato le classifiche in Italia, raggiungendo la 1° e la 3° posizione nella Radio Airplay Chart italiana. Vi aspettavate tutto questo successo nel nostro Paese?

Joe: No, non l’avremmo mai detto: è pazzesco! Proprio perché abitiamo così lontano, in Nuova Zelanda, l’abbiamo scoperto su Internet e ancora adesso ci è difficile crederlo. Avevamo appena suonato in due grossi festival neozelandesi (Homegrown e Rhythm & Vines, Nda) e le cose ci stavano andando veramente bene:  scoprire di aver avuto un tale successo anche qui in Italia ci ha aiutati a portare la nostra band ad un altro livello. Quindi è stato inaspettato ma sicuramente molto positivo per noi!

In questi giorni state iniziando il vostro tour in Italia. Avete già un’idea di cosa aspettarvi dalla scena rock italiana oppure dovete ancora scoprirla da zero?

Nick: Questa è la nostra prima data in assoluto in Italia, quindi per quanto riguarda il pubblico rock non abbiamo ancora potuto farci un’idea, ma non vediamo l’ora di scoprirlo! Per quanto riguarda le band suoneremo stasera con i Virtual Time e venerdì sera con i Draft. Ci piacerebbe riuscire ad assistere a qualche concerto sabato, visto che la sera non suoniamo: sarebbe l’occasione ideale per conoscere altre band della zona.

Joe: Io sono stato a Lucca quest’estate e mentre mi trovavo lì c’era un grosso festival (Lucca Summer Festival, Nda): ero in città il giorno in cui hanno suonato i Kasabian. Purtroppo non sono riuscito ad assistere al concerto, ma ho potuto vedere la location e mi ha colpito molto come in Italia abbiate la possibilità di far suonare band moderne in luoghi ricchi di storia: credo che sia una cosa affascinante e tipicamente italiana!

Spostiamoci nel vostro Paese, la Nuova Zelanda. Avete notato qualche differenza particolare nella sua scena rock rispetto al resto del mondo? Ci sono delle band locali che hanno influenzato il vostro sound?

Joe:  A dire la verità, credo che la maggior parte delle band rock neozelandesi abbia sonorità più heavy rispetto alla nostra. C’è comunque molta varietà, perché la scena della Nuova Zelanda spazia da un rock molto pesante ad un rock con sonorità pop.

Joel: Ci sono anche molte band e musicisti indie, è un genere che va parecchio…mi viene in mente Lorde ad esempio, però lei ha sonorità soprattutto pop. Come dice Joe, la scena neozelandese è molto varia e mescola generi diversi.

Joe: Io in realtà sono irlandese e mi sono trasferito in Nuova Zelanda  11 anni fa: ciò che trovo strano ma anche molto speciale della scena locale è il fatto che, mentre noi europei siamo molto vicini tra noi e giriamo fra i vari Paesi (dall’Inghilterra, all’Irlanda, alla Germania o all’Italia), la Nuova Zelanda è lontana, un po’ isolata. Ci sono molte band neozelandesi che hanno raggiunto un successo strepitoso suonando esclusivamente nel loro Paese: si tratta di musicisti famosissimi in Nuova Zelanda, ma quasi sconosciuti nel resto del mondo. Alcuni gruppi che consiglio di ascoltare sono i The Veils, i Racing, i Fat Freddy’s Drop...in Nuova Zelanda va molto anche il reggae e ci sono molte band che suonano questo genere.

Nick: Da noi comunque c’è sempre stata una scena rock molto attiva negli ultimi 40/50 anni, con diverse ottime band. Sto pensando a dei nomi da consigliarvi, ma sono così tanti! Oltre ai The Veils mi piacciono i The D4, i The Datsuns, i Crowded House, i The Checks, i Dead Flowers, i The Exponents e i The Dudes.

Parliamo un po’ della vostra esperienza personale: chi o che cosa vi ha spinti a diventare musicisti?

Nick: Io mi sono appassionato alla musica proprio grazie ad una band neozelandese, i Crowded House. In realtà sono una band in parte neozelandese e in parte australiana.

Joel: Non osare! La band non è australiana, è neozelandese! (ride, Nda)

Nick: Comunque è grazie a questo gruppo che mi sono appassionato alla musica. Hanno contribuito anche molte altre band neozelandesi più vecchie, oltre a quelle internazionali più famose come AC/DC e Rolling Stones.

Quindi avete sempre ascoltato musica rock?

Joe: Sì! Però Nick adora i Metallica, ma ascolta anche gruppi country…a lui piace molta musica strana!

Nick: Sì, in effetti ho una playlist davvero particolare! (ride, Nda)

Joe: La mia band preferita invece sono i Pearl Jam, seguiti da David Bowie, i Sigur Ròs…e i The National, che hanno pubblicato un nuovo album due settimane fa: non vedo l’ora di ascoltarmelo!

Joel: A me piacciono molto il brit pop, alcune band rock neozelandesi…oltre ai classici Bowie, Beatles e Rolling Stones.

Bryan: Io ho gusti molto vari. Ho tutti i cd dei Beatles, degli Stones…ho anche un sacco di roba degli anni ’80, glam rock. In realtà ascolto di tutto!

Buona parte del pubblico che supporta Vicenza Underground è composta da musicisti. Basandovi sulla vostra esperienza, qual è il consiglio principale che dareste a chi sta cercando di avere successo nel mondo della musica?

Joe: Il consiglio più importante che darei è quello di divertirsi! Ne stavo giusto parlando con Filippo dei Virtual Time mentre eravamo in macchina oggi, dato che anche lui mi ha chiesto perché sono diventato un musicista. Sicuramente in certi momenti può essere stressante e a volte capita di dubitare della propria bravura o del fatto che a qualcuno possa piacere la propria musica…ma mentre nel 99% della mia vita mi sento bidimensionale, quando suono con questi ragazzi mi sento improvvisamente tridimensionale, proprio perché adoro la musica e faccio solo canzoni che mi piacciono davvero. Quindi sicuramente direi a qualunque band di divertirsi e di non stressarsi troppo. Il miglior consiglio che mi abbiano mai dato è quello di fare musica per me e non per gli altri: suonare qualcosa che ti piace davvero fa la differenza e anche il tuo pubblico lo noterà.

Joel: Esatto, le canzoni devono provenire da te stesso, non devono essere influenzate da ciò che potrebbero pensare gli altri.

Essere musicisti è il vostro lavoro ora o fate anche altro nella vita? Perché qui in Italia purtroppo è difficile sopravvivere solo grazie alla musica.

Joe: Due di noi lo fanno per lavoro, mentre altri due si dedicano anche ad altro.

Nick: Anche da noi in Nuova Zelanda è un problema. Pensate che i membri di alcune delle band neozelandesi più grosse hanno comunque un secondo lavoro! Io mi ritengo molto fortunato perché sono riuscito a trovare un altro lavoro sempre in ambito musicale, ma nelle ultime tre settimane mi sono comunque dedicato a questo tour.

Joel: Credo che chiunque guadagni abbastanza soldi solo suonando debba ritenersi molto fortunato! Non è facile riuscirci.

Joe: Comunque, come dicevo prima, credo che l’importante sia suonare per te stesso e non pensando solo a quanti soldi potrai guadagnare. Se arrivano, bene, altrimenti cerca di goderti quello che stai facendo: la musica deve prima di tutto essere una passione!

Quali sono i vostri piani per il futuro?

Joe: Sicuramente la prima cosa che faremo sarà completare la composizione delle nostre nuove canzoni.

Nick: Sì, e speriamo anche che questo sia l’inizio di una lunga serie di viaggi.

Qualche Paese in particolare dove vorreste suonare?

Joe, Nick: Tutti! (ridono, Nda)

Nick: Dopo questi concerti torneremo a casa e finiremo di scrivere le canzoni per il nuovo album. Ci piacerebbe molto fare un altro tour in Italia e speriamo di rivedervi presto ai nostri concerti!

 

Gli Ekko Park sono:

Joe Walsh – Voce e chitarra

Joel Halstead – Chitarra e seconda voce

Bryan Bell - Basso

Nick Douch – Batteria

 

Sito web: www.ekkopark.com

 

Video:

- Probable Cause

- Validation

- Going Uptown

- Christmas is Home

- Surface Breaks (video interattivo a 360°)

 

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Informazioni sull'autore
Cecilia Nardi

Redattrice del Blog di Vicenza Underground.


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