VIRTUAL TIME: un viaggio tra Bassano, la Spagna e Virgin Radio

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VIRTUAL TIME: un viaggio tra Bassano, la Spagna e Virgin Radio

Divisi tra riccioli ribelli e ciuffi studiatamente scolpiti, i Virtual Time sono la band della settimana su The Rocket per Virgin Radio! Il loro singolo Fire World II fa degli anni ’70 in tutte le sue varianti un marchio di fabbrica arrivando a conquistare anche Marco Biondi che lo sceglie come novità della settimana, riportandoci indietro al decennio dove tutto è possibile. Tra le tante date e i premi raccolti in giro per il bel Paese, questi ragazzi sorprendono tutti, anche loro stessi.
Quindi come poteva Vi.U non chiedersi: “Ma chi sono e da dove vengono questi fenomeni?”

“Fenomeno non è sicuramente la parola che ci descrive al meglio: I Virtual Time sono Alessandro, Marco, Luca e Filippo, ragazzi che nonostante il successo inatteso vogliono rimanere tali e quali. Per dirla in breve con parole nostre: “some people drink a glass of whisky before going to the creator. We don’t.” Inizialmente l’idea era suonare quello che ci piaceva, trovarci in sala prove e suonare i brani preferiti che avevamo dentro l’I-Pod! L’idea di comporre qualcosa di nostro ha preso definitivamente forma con l’arrivo di Filippo e da quel momento abbiamo deciso di intraprendere una strada ben precisa. Il nostro genere è frutto di quelle lunghe ore che abbiamo passato a suonare insieme. Ognuno di noi quattro potrebbe fare un elenco dei suoi gruppi preferiti ma solo quando si compone esce veramente quello che più ti piace, quello che più ti ha colpito e che più ti ha emozionato della musica che ascolti.”

Insomma, un’ inizio come tanti per arrivare poi su Virgin Radio. Ma quando è arrivata la vera svolta?
Sicuramente con l’incontro con Luca Bernardoni di Sorry Mom! Management; ancora ce la ricordiamo bene quella sera! Eravamo a suonare in un locale di Vicenza e dopo averci sentito ci propone di lavorare insieme! Difficile dire di no: da quel momento Luca è sempre stato al nostro fianco, fino ad ora che Fire World II è su Virgin Radio. Dopo tante fatiche, chilometri in macchina, gestori dei locali che pagano con una pacca sulle spalle, litigate e difficoltà, finalmente un traguardo importante. In quella serata a Vicenza ha scommesso su noi e proprio la settimana scorsa abbiamo bevuto una birra insieme per questo fantastico traguardo raggiunto!

Certo che nonostante i piedi per terra e la testa sulle spalle di strada ne avete fatta parecchia, soprattutto su e giù per la Spagna! Cosa vi portate in Italia dalla penisola iberica?
Altro che tanta strada! 8000 chilometri di esperienze, musica, sonorità e persone nuove da scoprire e studiare. L’esperienza spagnola ci ha fatto crescere musicalmente ma soprattutto ci ha unito come gruppo: viaggiare con una Punto senza un sedile posteriore e con un box porta-pacchi sopra la cappotta in qualche modo ti segna. Abbiamo riempito l’auto e siamo partiti per questa avventura: nell’aprile 2014 abbiamo fatto 8 concerti toccando Barcellona, Madrid e sud della Spagna. Un’avventura fatta di posti straordinari e tante persone che ritrovate nel video del secondo singolo, Silence’s wave (brano estratto dal primo EP). Carichi da questa fantastica esperienza abbiamo voluto continuare ad impegnarci in numerosi live nel nostro paese. Nel 2014 abbiamo fatto 50 date e nel 2015 altrettante. Sotto l’onda rock del nostro singolo di punta abbiamo costruito un mini tour di 5 date in Italia centrale nel mese di marzo 2015. Stessa modalità: Punto e tanta voglia di suonare. Ci siamo inventati un acoustic set e abbiamo suonato a Roma, Viterbo ed in Toscana tornando infine a Bassano. In quel mese abbiamo collezionato 14 date, un vero tour de force prima di entrare in studio di registrazione ad aprile, dove abbiamo registrato il nostro album all’Hate Studio di Rosà in 15 giorni. Finalmente ad Agosto il mix ed il master del nostro primo full-length erano pronti e noi lo eravamo ancor di più!

Selezionati per partecipare alla semifinale organizzata all’Home Rock Bar di Treviso per lo Sziget & Home Sound Contest, in finale al Circolo Magnolia di Milano, a settembre vi incontriamo all’Home Festival… bhe, citandone solo alcuni, i successi sono veramente tanti. Come definite il vostro percorso?
In due anni e mezzo abbiamo collezionato più di 100 live, abbiamo registrato un Ep ed un album, abbiamo preso diversi premi e grandi soddisfazioni. Abbiamo fatto un percorso mai esagerato ma equilibrato e che punta sempre verso il gradino successivo senza saltare tappe e godendoci ogni singolo momento per quello che era. Abbiamo aspettative importanti, sogni che puntiamo a realizzare ma vogliamo avere solide basi create dall’esperienza e da un percorso che vogliamo seguire passo dopo passo. Difendiamo un’ idea di rock che parte dall’underground: piccoli bar dove suonare, divertirsi e farsi le ossa per essere pronti alla crescita in ambito musicale. Siamo dell’idea che i talent televisivi veicolano un’idea di musica un po’ distorta: il successo facile grazie alla creazione di un personaggio che viene poi musicalmente sfruttato. Stiamo investendo per il nostro successo ma esso deve essere proporzionato alla nostra crescita come gruppo. Vogliamo un percorso che sia una linea non fatto di salti. Lo stereotipo di rockstar a noi non interessa.

Parlando del singolo, perché marco Biondi ha scelto proprio voi?
Il testo sicuramente gioca a nostro favore perché veicola un messaggio semplice ma potente: ogni persona deve tendere alla felicità ed alla realizzazione personale accettando se stessa. Il “ Mondo di fuoco” è un punto di partenza ed un punto di arrivo, è il luogo inadatto dove si vive o la situazione dalla quale si vuole scappare ma anche quel calore di vita che ti danno le scelte giuste, i luoghi che ci fanno sentire a nostro agio e felici. Il brano è un invito al movimento, alla reazione del singolo individuo nei confronti del mondo per conquistare la realizzazione personale. La musica incalza questa idea sviluppandosi in un crescendo folk ballabile che sfocia in un energetico riff rock. I cori rispondono e si aggiungono alla voce principale, la batteria incalza il ritmo dell’acustica e chitarra elettrica e basso presto vengono ad aggiungersi per completare i colori del brano. Musicalmente parlando il brano è uno dei primi ad essere stato composto. Nel tempo ha subito molte variazioni che l’hanno portato a questa versione definitiva. Le due parti principali in cui è diviso il brano sono nate separatamente. La parte del solo ed il crescendo centrale sono state definite in jam musicali. Una particolarità di questo brano è che testo e musica hanno avuto vite separate fino a metà 2014, momento in cui sono stati uniti quasi per caso grazie all’orecchiabilità del ritornello. Una curiosità: esiste anche “Fire World I”.

Momento domande banali ma doverose: come pubblico cosa dobbiamo aspettarci per il futuro e chi vi sentite in dovere di ringraziare?
Il futuro è sempre un’incognita. Scrivere musica fa parte delle vite dei Virtual Time ed ora stiamo già componendo nuovi brani. I nostri ascolti mutano nel tempo. La nostra linea è sempre il Rock ma saranno possibili inserimenti elettronici o produzioni musicali in linea con musica più moderna. Un esempio? Stiamo lavorando ad un brano che presenta un loop di un giro di batteria. Siamo diventati hip-hop? No. Ma ci piace sperimentare. I brani all’interno dell’album hanno sfumature diverse, il rock ci piace ma allo stesso tempo non vogliamo catalogarci: vogliamo essere liberi di mutare e divertirci senza catene. I ringraziamenti più importanti vanno alle nostre famiglie per il sostegno che ci danno quotidianamente e alle persone a noi care: quelle che conoscono i nostri brani meglio dei Virtual Time! Ultimo importante ringraziamento va al nostro amico e Manager Luca Bernardoni, quinto membro immancabile del progetto: con lui ne abbiamo passate tante ed i Virtual Time non sarebbero gli stessi senza!

Ragazzi, c’è poco da aggiungere, siamo di fronte a grandi talenti che hanno incontrato chi ha saputo credere in loro. Stanno giocando una partita difficile, ma che dire, se la stanno giocando al meglio e da Vi.U non può che partire un meritatissimo applauso. Siete tra i pochi che ancora non li conoscono? Li trovate live sabato 23 gennaio al Color Cafè e sabato 12 marzo al Vinile di Rosà con presentazione ufficiale dell’album. Quindi poche scuse e andate a sostenere chi ha dimostrato a tutto e a tutti di saperci fare sul serio.

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Informazioni sull'autore
Andrea G. Girardi

Direttrice del Blog di Vicenza Underground


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