Luce, colore e frastuono scuotono il Chiericati

Luce, colore e frastuono scuotono il Chiericati
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Luce, colore e frastuono scuotono il Chiericati

Bagliori che fanno vibrare colonne. Colori che squarciano pareti e infrangono vetri. Rumore, frastuono, caos. Il crollo di finestre e balaustre è la distruzione di una guerra. La Grande Guerra viene così rappresentata sulla facciata di Palazzo Chiericati, che inaugura una stagione di grandi eventi, proponendo al piano interrato la mostra Ferro, Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra, visitabile dall'8 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017.

Ma nella notte di venerdì 7 ottobre il Palazzo, inaugurato il 18 agosto 1855, ma progettato da Palladio già nel 1550 per Girolamo Chiericati, è rimasto aperto al pubblico per mostrare qualcos'altro. Perché, nonostante la devastazione della guerra, è rimasta ancora tanta bellezza, mirabilmente proiettata sulla facciata di Palazzo Chiericati: le luci colorate rappresentano dipinti di Bellini, Tintoretto, Cima da Conegliano, che emozionano l'uomo da secoli, rappresentano edera rampicante, che è vita e cresce e cresce aggrappata armonicamente al marmo, rappresentano fibre, che intrecciandosi creano strutture resistenti, la base di una comunità, di una città. Palazzo Chiericati è, infatti, il Museo Civico, il museo della città di Vicenza. Un museo ricco che è stato visitato gratuitamente da quasi cinquemila persone nella notte di venerdì e per tutto il fine settimana.

Oltre alla mostra sulla Grande Guerra, grandi novità sono il Crocifisso Niccolini di Bellini, importante per la città perché è possibile scorgere alle spalle del Cristo, in lontananza, la facciata del Duomo di Vicenza e perché l'artista ha voluto mostrare la sua grande abilità di pittore rappresentando minuziosamente piante ben note del nostro territorio ed esposte in teche nella sala vicina. Ricordiamo che Vicenza dedica al Bellini un intero itinerario attraverso vari luoghi della città: dal Crocifisso Niccolini, visitabile sino al 29 gennaio 2017, al Battesimo di Cristo, in esposizione permanente presso la chiesa di Santa Corona, alla Trasfigurazione di Cristo, esposta a Palazzo Leoni Montanari sino all'11 dicembre 2016. Dai dettagli scrupolosi del Bellini il visitatore viene poi necessariamente colpito dalla maestosità dei sette lunettoni, provenienti dal Palazzo del Podestà, dipinti da Carpioni, Maffei e Jacopo Bassano. Ancora più incredibile, tuttavia, risulta la ricostruzione della Chiesa di San Bartolomeo, costruita alla fine del Quattrocento, ma demolita nell'Ottocento, situata a San Bortolo, vicino all'ospedale. La sala riallestisce anche le pale dell'altare dipinte da Montagna, Cima da Conegliano, Buonconsiglio e Fogolino, che creano un ambiente ancor più suggestivo se osservato dal rosone aperto al piano superiore, dal quale si nota come il pavimento della sala riproponga quello dipinto nella pala d'altare frontale di Cima da Conegliano.

Con queste e molte altre opere d'arte, Vicenza inaugura un autunno ricco di colori e celebra non solo il Palladio, ma tanti altri grandi artisti che hanno fatto parte della sua storia e che hanno contribuito al suo innegabile fascino e alla sua intramontabile bellezza.

 

http://www.museicivicivicenza.it/it/mcp/eventi.php/156212

 

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Eleonora Gianello


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