Change your Mask..

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Change your Mask..

L'Uomo, il sogno, la quotidianità..sono dimensioni facenti parte di ciò che comunemente definiamo realtà, e che costituisce il palcoscenico sul quale recitiamo.
Realtà intesa come ciò che è, o che forse appare, agli occhi dei molti ,come un piatto servito in un ristorante stellato: ambiente di classe, impiattamento elegante e sapori paradisiaci. Ma pensandoci bene, il mondo che vediamo e viviamo non può essere semplice e pronto per essere assaporato sedendoci ad un tavolo.
Chi prepara questo banchetto fatto di natura, persone, oggetti?
Siamo noi naturalmente, con la nostra capacità unica di dare significato simbolico a ciò che ci circonda, e in questo modo, ri-costruire ciò che chiamiamo realtà.

Bisogna reggerlo, però, questo gioco, che va avanti – nel nome del progresso – da quando il primo di noi ha deciso di scendere da un albero ed alzarsi in piedi, innestando un fuoco che oggi arde più che mai. Come agire, allora? Come far si che la nostra piccola grande illusione venga accettata, condivisa, ed infine cristallizzata, a tal punto da dover evitare di pensarci?
Siamo in una zona abbastanza delicata se ci pensiamo..ma che fa parte di noi e delle nostre vite più di quanto immaginiamo. Siamo nella zona del Dato per Scontato.

Diamo per scontate le comunicazioni, i legami di parentela, diamo per scontato di essere capiti qualunque cosa càpiti. E il più delle volte il gioco funziona, ci mancherebbe altro.
La struttura regge. Abbiamo dato forma stabile a qualcosa che prima era fluido. Ed è bastato un simbolo..più o meno quando si regala un certo anello: prima eravamo “qualcosa”, ora abbiamo una forma, siamo Noi, e le regole - per tutti - cambiano di conseguenza.

Finalmente l'ordine “naturale” delle cose è stato costituito: ci sono persone con più potere di altre, qualcuno che viene definito “straniero”, i rapporti umani sono mediati da pezzi di carta più o meno importanti, le attività sono definite in base ad un calendario. Sono queste le regole del gioco che abbiamo costruito e che da sempre regolano gli universi sociali dove appunto noi agiamo più o meno consciamente.

Esiste un periodo particolare, però, dove l'ordine delle cose viene invertito..

Il caos primordiale, seppur controllato, ritorna e spazza via i legami e le regole che dominano il resto del calendario. Non ci sono più le gerarchie, non ci sono più differenze, siamo tutti ugualmente nascosti e protetti..sono giorni di divertimento e spensieratezza, d'altronde a Carnevale ogni scherzo vale.
La maschera, il ballo, il celarsi dietro false sembianze sono la dimensione unica di questi momenti, che vanno a sostituire il set di ruoli e di aspettative cui tutti quanti dobbiamo rendere conto..
E' il momento in cui possiamo far riposare il nostro Io (che sia uno, nessuno o centomila non lo sappiamo) per un attimo, prendendo in mano un costume di scena totalmente diverso da quelli che indossiamo di solito, e ai quali i nostri cari sono abituati.
E' lo spirito dionisiaco che impregna le anime, i cuori e le menti dei festeggianti: un soffio di vita che spezza i vincoli della routine, che dice no all'artefatto umano per eccellenza, che rinnega gli status socialmente condivisi.
Probabilmente è ciò che ci fa incontrare veramente con la Realtà, con la dimensione pura del creato, dove possiamo vedere il mondo senza la visione “distorta” della cultura e della tradizione.
E' entrare nella cucina del ristorante e mangiare gli ingredienti crudi in attesa che tutto lo staff rientri pienamente a regime..

Dalla filosofia all'arte, passando naturalmente per la musica, molti esponenti hanno affrontato il dibattito sulle identità, sulle rappresentazioni dei self, sui costumi di scena.
Pensando al travestimento, ad esempio, la prima band che ha fatto suo questo concept sono stati i Kiss, che da quarant'anni infiammano le arene di tutto il mondo con il loro show pirotecnico ad alto tasso di rock and roll. Il gatto, la stella, l'uomo venuto dallo spazio e il vampiro sono riusciti ad entrare nell'immaginario comune, arrivando ad essere delle vere e proprie icone.

Voliamo in Islanda, dove incontriamo la fata del nord, che con le sue trasformazioni sullo stage ha saputo incantare letteralmente in maniera magica le orecchie e gli occhi dei pubblici di tutto il mondo, partendo da una terra fatta di favole, ghiaccio e vulcani.
Bjork è polimorfa, fluida, quasi inafferrabile nelle sue sfaccettature, che sono rese magistralmente nei video musicali e soprattutto nei vestiti indossati, come ad esempio il famoso abito cigno presentato durante la cerimonia di premiazione degli Oscar del 2001.

Infine lui, sua eminenza David Bowie, che da cinquant'anni ormai cambia di album in album, tanto da far suo il marchio di fabbrica del mutamento costante nell'immagine e nella musica proposte, tanto da deludere le aspettative di pubblico e critica in caso di prodotti finali troppo simili.
E' come avere un amico “strano”: per poter portare avanti il suo personaggio, egli sarà obbligato a trovare sempre qualcosa di alternativo e bizzarro, per evitare che cada il ruolo nella compagnia che gli è stato cucito addosso.
La via verso il cielo e l'alieno Ziggy Stardust, il Periodo Berlinese di Heroes e Low, Scary Monsters, e infine la consacrazione a Duca Bianco hanno reso l'uomo Leggenda, costruendo delle storie sempre nuove, che sono state capaci di farci innamorare di capitolo in capitolo proprio grazie alla loro diversità.
Più o meno il contrario degli Ac/Dc, la cui formula per restare a galla è stata la coerenza musicale sbandierata ad oltranza..ve li vedete a buttare fuori un album con delle basi dubstep?
Naaaaa.

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Andrea Fasolato

Post punk, post hc, post rock..tutto post, purché sia tutto appost

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