La Storia siamo noi..

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John Lennon ci ha insegnato a immaginare un mondo senza guerre, dove l'Altro viene accettato e dove non si ha paura di rappresentare il proprio self per quello che è o per quello che crediamo che  sia; ci ha voluto ispirare verso una svolta nel cammino d tutti i giorni, al fine di migliorare e di migliorarci.

L'ha fatto nel modo che conosceva meglio, e probabilmente usando l'unico vero linguaggio riconosciuto e condiviso da tutti: la musica.

Vi sono stati grandi momenti – positivi o negativi chi lo sa - nella storia dell'umanità, che forse sono diventati indimenticabili proprio per la colonna sonora da cui sono stati accompagnati, e che per sempre rimarranno impressi e tramandati nelle orecchie e nei cuori di chi ascolterà questi brani come degli inni di speranza e di testimonianza di alcuni fatti o avvenimenti che, nel bene o nel male, fanno parte di tutti noi.

Se negli anni dei totalitarismi anche la musica ha avuto la sua parte nella mastodontica macchina propagandistica dei vari regimi (uno fra tutti Wagner per quanto riguarda la Germania), essa si riscopre tuttavia fonte di ispirazione e di rinnovamento grazie al rock n' roll importato sul continente europeo proprio dalle forze americane: Elvis, Bill Haley e il suo Rock Around the Clock dilagano in ogni dove, e gli anni '50 sembrano essere un revival della Belle Epòque.

Gli anni passano, la Guerra Fredda e Cuba spaventano, e Truman si prepara per il Vietnam..

In questo periodo di fermento Kerouac ci conduce On the Road per le strade degli Stati Uniti insieme a quel pazzo di Dean, e fischiettando un blues lungo la Route 66 ci avviciniamo sempre più alla nascita della Beat Generation.

Il loro paese sta mandando i giovani a combattere nel sud-est asiatico, il blocco sovietico tallona sempre più il colosso americano anche nello spazio e i Kennedy stanno sparendo ad uno ad uno: è il momento di dire no! E sono questi menestrelli a prendersi carico del rinnovamento della società, guidato dal Menestrello Dylan in persona, la cui Blowin' in the Wind diventerà l'inno del un movimento pacifista che accompagnerà gli animi fino ad un raduno che passerà alla storia col nome di Woodstock.

Gli anni '70 sono di stampo inglese: la protesta si fa più cruda e gli scontri più frequenti..è tempo di scatenare l'anarchia nel Regno Unito. Le sub culture iniziano a prendere forma e per le strade londinesi è come se fosse carnevale tutto l'anno..

I mod e la loro passione per le Vespe italiane, i primi capelloni nati dalla New Wave of British Heavy Metal di stampo Maideniano...e poi loro: i punk rockers.

Le creste clolorate, uno stile di vita ai limiti dell'illegale e le risse nei sobborghi sono il loro pane quotidiano, influenzati dai loro idoli The Clash e soprattutto dai Sex Pistols era proprio il caso di gridare God save the Queen!!

In Irlanda però si combatte sul serio, c'è voglia di indipendenza, e a Derry, nel 1972 non si scherza.

30 gennio, è una domenica, e una manifestazione viene colpita dagli spari delle forze paracadutiste britanniche: 14 vittime. Tutti indifesi. Ce n'è abbastanza per permettere  - 10 anni dopo - a Bono e soci di comporre il ricordo in musica di quella sanguinosa domenica.

C'è bisogno di una scossa: di qualcosa mai visto prima per risollevare gli animi e gli spiriti, anche se Madonna stava facendo del suo meglio tra le teenagers pubblicando Like a Virgin nel 1984.

Non è abbastanza, ci vuole di più...e questo di più si chiamerà Live Aid.

E' il 1985 e  Bob Geldof  insieme a Midge Ure organizza il più grande concerto benefico che la storia ricordi, con line up che si sono esibite in contemporanea in tutto il mondo, anche se le esibizioni indimenticabili (vedi Queen) si tennero soprattutto negli stadi di Wembley a Londra e al JFK di Philadelphia.

Led Zeppelin, Who, Rolling Stones, Joan Baez..tutti presenti alla festa, e Phil Collins fra tutti che riuscì – grazie al Concorde – di esibirsi nella stessa giornata sul suolo britannico e statunitense.

Cifre? 2 miliardi di telespettatori e tutto esaurito e una raccolta fondi di 150 milioni di sterline totali per sostenere la lotta all'Hiv. Brividi.

Un vento nuovo sta soffiando, e ci sta piano piano conducendo a Berlino, dove esattamente 25 anni fa è caduto più di un muro, più di un simbolo...è caduto un mondo. E una guerra silenziosa è finita.

Il blocco sovietico cede, accartocciandosi su se stesso e mormorando “Goodbye Lenin”.

Un vento nuovo sta soffiando, un vento di cambiamento, giù fino a Gorky Park a Mosca..e questa è proprio la ballad forse più importante di sempre per significato condiviso universalmente: Wind of Change degli Scorpions.

Gli eventi di portata globale influenzano le nostre vite, però noi stessi siamo un piccolo universo da preservare e da costruire giorno dopo giorno.

Ogni tanto fermiamoci, guardiamoci dentro, e proviamo a ricostruire la colonna sonora delle tappe più importanti delle nostre esistenze, stupendoci di ciò che eravamo e di ciò che siamo ora, provando – come diceva John – ad immaginare sul serio un mondo migliore...e magari anche a realizzarlo.

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Andrea Fasolato

Post punk, post hc, post rock..tutto post, purché sia tutto appost

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