Voglio sposare Ryan Sheckler

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Voglio sposare Ryan Sheckler

Non so se ti tratta di una specie in via di estinzione o di un clan di vampiri che agisce solo di notte, fatto sta che i giovani Tony Hawk sono praticamente scomparsi dalle nostre strade. Qualcuno si fa vedere, ogni tanto, ma solo perché si sta dirigendo verso uno Skatepark collocato chissà dove. Sia chiaro, non ho niente contro le aree riservate alle acrobazie sulla tavola più celebre del mondo, anzi sono sicura che, sapessi restare in equilibrio per più del mio record di una manciata di secondi, sarei la prima ad usufruire di questi spazi. E allora, di cosa mi lamento? Andiamo con ordine.

Ho sempre sognato di diventare una skater professionista, ma purtroppo la mia goffaggine sulle quattro ruote ha ucciso le mie ambizioni. Non riesco a comprendere il concetto di "essere autodidatta", in qualsiasi campo io mi eserciti. Io volevo un mister, uno di quei ragazzi alti, magri, coraggiosi (perché ci vuole fegato a darsi in pasto all'asfalto), belli (!!!) e con uno stile, in fatto di abbigliamento e accessori annessi, che mi ha sempre affascinato.

E qui veniamo al problema. Fino a qualche anno fa, quando adocchiavo uno skater in azione, le mie ghiandole salivari andavano in eccesso di produzione e il mio cuore batteva fuori sede. Mi sedevo su una panchina, su un muretto, insomma anywhere, e, fingendo disinteresse, ma palesando sfigaggine, mi mostravo intenta a fare qualcosa, e intanto buttavo l'occhio su quegli angeli dell'asfalto.

Oggi non mi è più possibile. Perché, appunto, ci sono gli Skatepark. E allora una donzella con gli ormoni cretini non può andare lì apposta, perché salterebbe la copertura. No, non funziona il metodo degli occhiali da sole ti-guardo-ma-tu-non-lo-sai: è chiaro che sono lì per te, che sei così gnocco, e se lo fossi anch'io il problema non esisterebbe. Ma come fa una come me, da sempre considerata non degna dell'attenzione della maggior parte degli uomini, a conquistarti senza risultare ridicola?

Dimmelo tu, ti prego.

Mimetizzarsi è una tecnica non compatibile con me stessa, in quanto dovrei saper skateare, e, se ne esco viva, avere la fortuna di essere notata; già mi immagino la scena: tutti, ma proprio tutti, mi stanno guardando, persino quel biondino là, con quegli occhi azzurro il pomeriggio è troppo azzurro, e perfino le ragazze. Sono diventata di colpo uno schianto metrosexual? Ehm no. In realtà mi bastava colpire il ragazzo per cui sbavo con qualche trick sorprendente. Ci sono andata vicina. Per poco la mia tavola non l'ha colpito. In testa. Volevo che cadesse ai miei piedi, ma sono caduta io sui suoi. E quelle persone che mi guardano con tanto interesse, in realtà si chiedono se sono ancora viva.

E quindi che faccio?

Semplice, ritorno a fare quello che mi riesce meglio: scrivere; che poi, tutto sommato, non mi riesce poi così male (credo).

Però se qualche bel maschietto è il sosia di Ryan Sheckler, di faccia e di abilità, faccia un fischio. Perché io, sinceramente, me lo sposerei.

Scritto da Chiara Sanson
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